set up
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Il set-up di un tatierista è una cosa molto importante, perché dagli strumenti di cui è compsto si può capire verso quale mondo musicale egli è proteso.
Oggi con la tecnologia che avanza senza sosta questo aspetto è in continua evoluzione, anche se però ci sono degli strumenti dei quali non credo si possa fare a meno, per lo meno per me è così.

Il mio set-up può variare a seconda delle diverse esigenze, lavorando a volte in contesti spesso molto diversi tra loro, però ormai da tanto tempo mi sono stabilizzato su una base che cerco di imporre nelle varie situazioni, anche perché ci sono degli strumenti che sono i miei veri strumenti, sono quelli che amo suonare di più.

Come primo, metto il mio prefrito in assoluto, quello con il quale ho iniziato, l’organo Hammond, anche se, ma solo per questioni di migliore gestibiltà, spesso uso degli strumenti diciamo “Virtuali” che se amplificati attraverso un vero Leslie (io ho un 760), riesce ad avvicinarsi moltissimo alla sonorità di un vero Hammond, a volte ho delle difficoltà anch’io a distingere quello vero da quello “falso”.

Come secondo strumento il mio preferito è il pianoforte, normalmente, quando non è possibile usare un pianoforte vero, uso uno Yamaha P90, fino a qualche tempo fa il migliore per quel che riguarda qualità-prezzo.
Ora però grazie alla possibilità di un macchina come il Receptor della Muse Research distribuita in Italia da Rod'sGarage, uso i migliori pianoforti virtuali, che hanno raggiunto oramai ottimi livelli di qualità, ed “Ivory” oggi mi sembra forse il migliore, poi visto che su questa macchina girano agevolmente molti dei migliori Virtual Instruments oggi reperibili sul mercato, credo che possa diventare l'unico modulo da portarsi dietro per assolvere al compito che prima veniva fatto da più macchine.


Ad esempio con i Libra (1973/76) il mio set di tastiere era così composto:

Hammond B3 con leslie 760 e amplificatore Marshall
Fender Rhodes suite case
Clavinet D6
Mini Moog
Solina (primi Archi elettronici)

Mentre dal 2004 al 2007 nel tour Campus Live con A. Venditti era:

Organo (Viscount) con Leslie 760
Piano Yamaha P90
Fender Rhodes
JV 1080
Monitor cuffie Shure D2






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Per il tour Dalla Pelle Al Cuore con A. Venditti (2008/09), il mio live-set si è ridotto semplicemente da un RECEPTOR (distribuito in Italia da Rod'sGarage), sul quale girano alcuni tra i migliori Virtual Instruments oggi in commercio e dall'organo KeyB Duo indiscutibilmente il migliore clone dell'Hammond oggi in commercio.




Il Receptor suona via MIDI grazie ad una master-keyboard 88 tasti pesata, per tutti i pianoforti ed i fender rhodes, e da una tastiera CMI non pesata, per i synth, gli archi ed è provvista di pedale espressione.
Tutti i pianoforti sono quelli di Ivory (attualmente secondo me il miglior pianoforte virtuale in commercio), i Fender Rhodes sono della Native Intruments (Electrik Piano), gli Archi sono quelli della Vienna su motore Kontact e per tutti gli altri synt (pad, bells ecc.ecc.) Atmosphere e vari altri motori.
L'organo viene preso direttamente dall'uscite stereo senza passare per un Leslie perchè il suo effetto rotary ha raggiunto attualmente un livello di emulazione così elevato che ha reso assolutamente inutile, in questo contesto musicale naturalmente, l'uso di Leslie (da microfonare ecc. ecc.) con enormi vantaggi per quel che riguarda la diffusione dal PA.
Inoltre dovendo usare come monitor il sistema Ear-Phone, la mancanza fisica del Leslie, come fonte reale di suono dell'organo, non viene assolutamente percepita.


In studio durante le prove musicali dell'allestimento tour...


(sound check)
prima di uno concerto





(sound check)
Taormina Teatro Greco


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Nel 2009, per il tour di Giorgia (Spirito Libero) ho implementato il set-up del 2008 in base alle esigenze del tour

-Organo KeyBduo
-Receptor 1 (per Pianoforte, Fender Rhodes, ecc. ecc. ecc.)
-Tastiera pesata Yamaha P100 (usata anche come spare per il Pianoforte)
-Yamaha Motif 7
-Controller a tastiera CMS
-Controller dati Notation




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Questo era invece il mio set up dal 1973/76 con i Libra:

-Organo Hammond B3, con Leslie ed uscita diretta sul Marshall
-Piano Fender Rhodes Suite-case
-Honner Clavinet D6
-Solina
-Mini Moog
-Piano Acustico


Foto scattata a Los Angeles (purtroppo unica e di bassissima definizione)



Nella foto sottostante la posizione dell'Hammond con su il Solina e del Rhodes con su il Clavinet sono invertite perché eravamo in concerto con Il Banco del Mutuo Soccorso e dovetti trovare insieme a Vittorio Nocenzi (organista del Banco) una posizione che soddisfacesse entrambi.



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Qui siamo nel 1983 (la foto si riferisce al sound-check del concerto di A.Venditti al Circo Massimo per la vittoria dello scudetto della Roma)

Il set-up è abbastanza ridotto in quanto eravamo in tanti a suonare e c'era anche un secondo tastierista.

-Fender Rhodes
-Polymoog
-Oberheim OBX



Nello stesso periodo in un tour con Riccardo Cocciante il mio set-up comprendeva invece:
-Fender Rhodes Suit-case
-Yamaha Dx7
-4 Expander SIEL
-Tastiera SIEL

Notare che il Piano Fender veniva amplificato da un microfono, con grandissimi benefici per la sua sonorità, in quanto i coni Celestion presenti nella cassa del fender, opportunamente sollecitati, producevano la giusta quantità si saturazione rendendo il risultato finale eccellente!



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Questo era il set-up nel 1986, la tecnologia era andata avanti, i computer cominciavano a far parte integrante di uno spettacolo musicale e credo fosse uno tra i primi, se non il primo tour in Italia dove venivano usati dal vivo computer e sonorità perfettamente uguali a quelle del disco registrato in studio.

Tastiere:
-Piano Roland RD1000
-Master Keyboard Fatar 88plus
-Yamaha DX7
-Roland D50

Expander:
-Yamaha TX816
-Campionatore AKAI S900
-Campionatore AKAI S1000
-2 Expander SIEL

-1 MIxer 24 canali su 8

-2 Computer Apple IIe con software musicale YUK








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Nel 1988 si raggiunse un po' la follia, la tecnologia continuava ad andare avanti e visto anche l'ottimo budget a disposizione per il Tour Mondo di Ladri di Venditti, mi permise di adottare un set-up ancora più complesso.
Tutti i miei suoni venivano caricati e mixati da un computer Mac ( che era appena stato "inventato") attraverso dei mixer preprogrammati con molta accuratezza (durante il lungo allestimento) il Mac, inoltre, suonava anche molte sequenze riprodotte dei campionatori e dagli expanders.
Il risultato fu entusiasmante per l'epoca, credo che eravamo probabilmente la band più tecnologicamente avanzata che girasse in Italia in quel periodo.

Tastiere:
-Piano Roland RD1000
-Master Keyboard Fatar Studio 88plus
-Master Keyboard AKAI MX76

Expander:
-Yamaha TX816
-4 campinatori AKAI S1100
-Oberheim Matrix 1000
-Roland JD990
-2 Mixer digitali Akai Total Recall
-Diversi effetti esterni (Lexicon, Roland, Yamaha)

-Computer Machintosc SE30






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Nel 1992 il set-up era rimasto grosso modo molto simile, erano stati cambiati i mixer MIDI con quelli più moderni dell YAMAHA, aggiornato qualche effetto e qualche tastiera, ma era finalmente tornato l'Hammond, il cui Leslie si ruppe quasi subito però. ma la ditta Lombardi riuscì a farmene uno nuovo con i pezzi che erano restati in magazzino dagli anni '60....



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Qui durante la fantastica militanza con Gli Io Vorrei La Pelle Nera (anni 90 e 100....:-) il live set era composto solo da un Hammond ed un Piano



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Sul finire del secolo, nel tour del 1999 ho cominciato ad usare un clone dell'Hammond costruito dall'Oberheim, qui per concerto allo stadio Olimpico di Roma, mi ero fatto costruire un mobile che inglobava 2 tastiere Oberheim per poter ricreare il doppio manuale, perché ancora nessuno si era messo a costruirlo, suonare un Hammond con un solo manuale è (per lo meno per me) molto difficile, avevo ricopiato un po' la sagoma di un Hammond e da lontano sembrava un quasi uno vero customizzato.....


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Quando poi, come in questo caso (siamo in Canada con Venditti, Maggio 2009) non è possibile avere i propri strumenti, il mio set si riduce al minimo indispensabile:
-Hammond C3 o B3 + leslie 122 ( qui il leslie è stato spostato dietro un tendaggio perché eravamo in teatro e bisognava mantenere un livello di suono di palco quanto più basso possibile)
-un Piano digitale (Yamaha possibilmente)
-una tastiera (Motif o similari)



....lo staff tecnico era abbondante....:-)) ma molto bravi, preparati e solerti...




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Nei concerti con il Quartetto Nazionale invece adopero solo ed esclusivamente l'organo.....



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.....continua......
 

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