studio




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Il mio studio altro non è che un sistema aperto, composto da un computer Macintosh ed una serie di tastiere, expader, effetti vari. Forse chiamarlo studio non è corretto, anche se ha comunque una sala di ripresa separata ed è collegato con le altre sale del complesso dove è sito. Diciamo che è una stanza un po' vintage, si respira odore di fender e di valvole, dove poter registrare le idee con tutta calma usando le più moderne tecnologie e strumenti che hanno più di trent'anni.

Uso un mixer analogico, innanzitutto perché mi piace il suo suono, poi perchè la sua funzione è solo per riascoltare e per fare dei rough-mix durante la lavorazione; ho organizzato questo sistema Vintage, proprio per poter fare con la dovuta calma, rilassatezza e concentrazione, una ottima pre-produzione cercando il suono migliore dallo strumento più idoneo e per poter registrare tutte le tracce necessarie al brano su cui si sta lavorando, dopodichè per il mix finale si passa allo Studio 4, provvisto di una consolle NEVE VR 60 ch, sistema Pro Tools HD ed outboard a livello, con la quale è possibile aggiungere, ad una preproduzione se fatta bene, ulteriore potenza e qualità.
Ritengo che per ottenere un buon risultato bisogna comunqe coinvolgere altri professionisti nella realizzazione di un progetto e l'apporto di un fonico, credo continui ad essere un passaggio importante e vitale.
L’abitudine di usare un mixer analogico mi è rimasta, dall’esperienza di lavoro negli studi di registrazione, iniziata negli anni settanta ed anche se ormai le tecniche digitali vanno verso determinati protocolli io resto, adeguandomi a quest’ultimi ovviamente, sempre un po’ legato ai vecchi sitemi che, a mio avviso, oggi grazie proprio alle nuove tecnologie possono dare ancora moltissimo.
Gli apparati che formano il mio studio sono ovviamente in continua evoluzione, ma tutti gli strumenti con i quali mi sono trovato bene in tutti questi anni, restano sempre li, a cominciare dall'Organo Hammond, dal Fender Rhodes, Mini Moog ecc...

Attualmente il sistema è formato da:

1 computer Macintosh G4 dual processor da 1,3 Gb.
1 Monitor Cinema Display da 23 inch
1 Interfaccia MOTU 2408
1 Adat XT (per avere altro 8 uscite analogiche)
1 Mixer Mackie 32-8
2 Monitor Genelec
2 Yamaha NS10 con aplificatore Yamaha CA-1010
2 Dynaudio Acoustic BM 15A con Subwoofer BX30
2 Auratone
1 Lexicon PCM60
2 Roland Dep 5
1 Muse RECEPTOR dove girano tutti i Virtual Instruments e molti audio Plug-in (vedi lista dei Virtual instruments e Plug-in)
1 Roland JV 1080
1 Roland JV 2080
3 Oberheim Matrix 1000
1 Emu Vintage Key
1 Yamaha TX816 (con 8 moduli)
1 Roland Vdrums
1 Yamaha R8-M
1 Yamaha DX7
1 Yamaha DX7 II FD
1 Yamaha Motif ES6
1 Yamaha P90
1 Oberheim Matrix 12
1 Roland JD 800
1 Hammond A 100 con Leslie 122
1 Korg XB3 con Leslie 760
1 Piano Fender Rhodes Mark II 88 Suite Case
1 Piano Fender Rhodes Mark I 88
1 Honner Clavinet D6
1 Mini Moog Model D
inoltre all'interno degli studi Lead sono presenti vari organi Hammond:
A100 con Leslie 147
B3 con Leslie 122
C3 con Leslie 760
Model A (una vera rarità è il N° 52 costruito nel 1935) con Leslie 122

Il sotware con il quale lavoro ormai da 20 anni è il Digital Performer abbinato ad un altro software della MOTU, lo Unisyn per la più comoda gestione dei parametri di qualsiasi tastiera MIDI direttamente dal computer. L’abbinamento con un sistema come Reason mi permette si aggiungere altre potenzialità al sistema.
Una macchina che ho aggiunto negli ultimi tempi e che mi sta dando molta soddisfazione è il Receptor della Muse Research distribuita in Italia da Rod'sGarage, macchina che trovo molto intuitiva, utile e potente.
Tutti i Virtual Instruments e gli audio Plug-in sono allocati in essa, rendendo la CPU del computer molto più snella, alleggerita dal fatto di non dover far girare alcuni Virtual o Plug-in a volte molto pesanti. Con questa semplice trovata non è più necessario avere dei computer ultra potenti in quanto tutta la fatica di far girare i Virtuali la fa la CPU del Receptor.

Lo studio è a Roma ed è inserito in un complesso molto ampio composto di altre 4 sale di registrazione Lead Recording Studios dove è possibile l’utilizzo degli altri studi per registrazioni anche di grosse formazioni orchestrali e con standard qualitativi molto elevati.

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Ma il concetto di studio (home/personale...chiamatelo come volete) è nato solo con l'avvento dei primi personal computer e del MIDI, prima bisognava recarsi presso degli Studi di Registrazione in quanto solo la era possibile poter registrare in modo professionale e in quei casi il m io set-up variava a seconda delle occasioni e del budget a disposizione, molti strumenti venivano noleggiati di volta in volta, visti anche i costi esorbitanti per il loro acquisto.

Qui ad esempio (siamo nel 1977) sono allo studio Quattro 1 di Claudio Mattone, durante la registrazione della colonna sonora del film di Mario Bava "Shock", il set è composto solo da un Mellotron, un Omni ARP ed un Mini Moog



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Qui invece , sempre nello stesso anno, sono all'RCA studio C durante la registrazione di un album di Renato Zero, il set è molto più vario:
-ClavinetD6
-OmniARP
-Mini Moog
-Piano Wurlitzer
-Synth Thomas
-Mellotron
-Polymoog




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Comunque, con l'avvento del Computer questo era il mio primo home-studio nel lontano 1985, per registrare cose audio usavo un 4 piste a cassette della Teac, su una pista c'era il codice SMPTE che sincronizzava un Apple IIe , il quale grazie ad un programmino fatto a casa dal mio amico Maurizio Guarini, faceva suonare i vari Expander (Yamaha Tx816, 4 expander della SIEL, Batteria Yamaha RX11 e la DX7.
Molti brani di successo sui quali ho avuto la fortuna di lavorare (da Venditti a Mike Francis) sono stati realizzati con queste semplici macchine,






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Già un paio di anni, dopo siamo nel 1987, le cose erano migliorate e di parecchio qui oltre agli expander della Yamaha (il Tx 816, che mi sono portato appresso per tantissimi anni) ci sono già i primi Campionatori AKAI il mitico S1000 e qualche processore di effetti digitali, Il Computer è cambiato e questo è un Atari ST40, che per l'epoca faceva faville....oltre , finalmente ad una Master Keyboard pesata (quella in foto è una Fatar 88plus)






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Qui siamo nel 2004,



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........continua.........








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