mare





Il mare con la sua vastità, la sua potenza, la sua bellezza ha sempre esercitato una grande attrazione su l’uomo, forse perché dicono che la vita sulla terra sia arrivata proprio da lì, chi lo sa, in ogni caso io ne sono sempre stato affascinato, attratto, stregato.

Ho sempre immaginato che le acque che lo compongono uniscono senza barriere o confini tutti i popoli di questo pianeta, ogni volta che sto su una spiaggia, un litorale non posso fare a meno di pensare che partendo da quel determinato punto potrei arrivare in qualsiasi punto del mondo, forse è la rapprestazione più diretta ed immediata del concetto di libertà

Ho sempre ammirato i grandi navigatori del passato e le loro eroiche esplorazioni, ma anche i semplici marinai che passano la loro vita, lavorando tutti i giorni con il mare. Da piccolo essendo nato tra le montagne dell’Abruzzo non ho avuto modo di avvicinarmici più di tanto, ma poi da grande mi sono rifatto.

Un modo per imparare a conoscerlo, amarlo e rispettarlo può essere ad esempio, quello di navigare (meglio se a vela però....).
Io ho cominciato abbastanza tardi a dedicarmi a questa passione partendo con l’imparare ad andare sul wind-surf ed apprendedo i primi rudimenti dell’arte della navigazione.
Poi dall’incontro con la mia attuale moglie, l’andar per mare è diventato pian piano un elemento cardine della mia esistenza.
Dalle semplici crociere sono arrivato lentamente ad avvicinarmi alle regate, dove mi sono accorto immediatamente che il solo amore per la vela non basta, per potersi dedicare a questo sport, anche solo in modo dilettantistico, bisogna arrivare a conoscere, impare e studiare una quantità di cose inimmaginabile, ci sono alcuni che, beati loro, per doti naturali, queste cose le aquisicono in fretta, in pratica è come se le avessero sempre sapute, mentre per tutti gli altri mortali, l’esperienza, la passione e la dedizione può portare ad una conoscenza sempre maggiore delle tecniche di navigazione e conduzione di una barca, ma raramente ad essere dei fuoriclasse, io appartengo a questa seconda categoria.
In ogni caso il periodo di apprendimento dell’arte di navigare non avrà mai termine, di questo possiamo esserne certi.

Comunque in tutti questi anni ho avuto l’onore ed il piacere di navigare con tanta gente forte, da campioni olimpionici a navigatori oceanici ed ognuno di loro mi ha sempre insegnato qualcosa sia come marinaio che come uomo.

A dirla tutta il primo approccio con questo ambiente l'ho avuto cominciando ad immergermi, prima in apnea e poi con l'ARA (sarebbe le bombole, ma all'epoca si chiamava Auto Respiratore ad Aria) e ricordo perfettamente che nei primissimi anni settanta si potevano fare delle incredibili immersioni anche alle nostre latitudini, il mare era molto diverso da quello che è oggi.
Poi, avendo sempre negli occhi i documentari di J.Cousteau o di F. Quilici, sono finalmente riuscito ad andare a mettere la testa sott'acqua in tutti gli Oceani del nostro pianeta e mi sono ricordato perché mi ero innamorato del mare....



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....qualche ricordo....
 

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