Desirèe
Il Desirèe

Un altra bella esperienza fu quella che ho fatto a bordo del Desirèe.
Una barca d’epoca fantastica e dalla storia molto affascinante.
Era stata varata nel 1913 in Norvegia e costruita per il Kaiser d’Austria Guglielmo II, che aveva intenzione di partecipare alla America’s Cup di quegli anni, lo scafo era un 12 metri stazza internazionale che tradotto significa lunghezza 20m e larghezza 3,8m, con fasciame ed interni in mogano, coperta in teak ed ossatura in acciaio, armata a cutter aurico, cioè con una randa trapezoidale e con un boma che usciva oltre lo specchio di poppa di almeno un paio di metri, insomma una di quella barche le cui foto in bianco e nero, opporunamente incorniciate, fanno bella mostra sulle pareti di molti yacht club.
A causa dello scoppio della I Guerra Mondiale, la sfida fu abbandonata, nel 1928 arrivò in Italia con il nome Sirocco e fu ribattezzata prima Scirocco e poi subito dopo Dux, vinse parecchie regate dell’epoca. Durante la II Guerra mondiale rimase nell’Arsenale di Venezia e nel 1947 ormai ridotta quasi ad un relitto e depredata di tutto compresa la chiglia in piombo, rimaneva solo lo scafo ed il boma, venne reastaurata, dotata per la prima volta di motore e trasformata in ketch (cioè con 2 alberi) e prese il nome di Marisetta. Ebbe vari proprietari, nel 1953 si chimava Valeria e nel 1970 diventò Desirèe, quando ci misi piede sopra io, nel 1999, era di un mio amico, proprietario di un cantiere navale a Fiumicino.
Era stata ancora una volta restaurata e rimessa a posto, passai un intera estate con lo skipper e gli altri dell’equipaggio a sistemare un infinità di cose e a fare dei lunghi test in vista delle regate di fine estate che si sarebbero tenute in Sardegna.
Salire a bordo e navigare su una barca così è un emozione unica, i rumori sono particolari e si respira un aria diversa, sembra veramente di tornare indietro nel tempo, certo la fatica per condurla bene è inimmaginabile se paragonata a quella che si fa sulle barche moderne ma il piacere di vederla tutta invelata correre sulle onde con la sua maestosità ripaga ampiamente di tutto.

Alle regate di Porto Cervo di quell’anno c’era di tutto e di più, era uno spettacolo incredibile vedere tutte quelle vecchie signore del mare tirate a lucido, una accanto all’altra, c’era da starsene li a guardarle per ore ed ore.
Le regate non andarono benissimo, scoprimmo che nonostante le performances del Desièe ci sembravano discrete, durante gli allenamenti, le altre barche erano parecchio più avanti di noi nella messa a punto e non facemmo un gran risultato, ma per quel che riguarda la presenza nei bar e localetti notturni della costa Smeralda, fummo sicuramente al primo posto.


 

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