Cippa Lippa
Cippa Lippa

Un'altra indimenticabile esperienza fu quella a bordo di Cippa Lippa, una barca da regata molto competitva per la fine degli anni 90, un Coockson 12 molto tecnico e veloce, su questa barca ho avuto l’occasione di partecipare a diversi campionati del mondo IMS e trovarmi con grande onore a competere con i nomi più importanti della vela mondiale, rimanendo sempre in posizioni, diciamo un po’ di secondo piano….però sapere che te la stai giocando più o meno ad armi pari con i migliori velisti del mondo è indubbiamente un bella soddisfazione a prescindere poi dal risultato.

Con diversi equipaggi rimasi su questa barca per qualche stagione fino alla sua "fine", nel senso che il ciclo si chiuse innanzi tutto perché col passare degli anni la barca non era più competitiva, il suo rating era troppio penalizzante, e poi perché venne messa in mano ad un giovane timoniere che sembrava dovesse avere una qualche futuro, ma del quale io non ho più sentito parlare, soprattutto dopo il disastro che riuscì a combinare in una regata, la mia ultima su Cippa Lippa e che non diventò tragedia per puro caso.
Eravamo alla regate di Pasqua a Porto S.Stefano all’Argentario, regate che si svolgono proprio durante la settimana di Pasqua, tra le varie prove a bastone d’avanti al porto si fa una regata costiera un po’ più lunga e con percorso fisso a prescindere dalla direzione del vento. La mattina della "lunga" il tempo non era tra i migliori e già all’uscita dal porto c’erano 25 nodi con delle belle raffiche di rinforzo, si sarebbe partiti con il vento in poppa.Io era quello che stava a bordo di Cippa Lippa forse da più tempo di tutti e andando verso la linea di partenza dissi al giovane timoniere e responsabile della barca, che sarebbe stata buona cosa, con tutto qule vento, raddoppiare l’uomo alle volanti (sartie di poppa che su una barca da regata come quella sono fondamentali a reggere l’albero), soprattutto durante le abbattute.
Alla partenza il vento era già salito ad oltre 30 nodi, issiamo lo spy pochi attimi prima del via e la barca parte immediatamente come un razzo, stavo alla scotta dello spy ed avevo la salivazzione azzerata, con quelle condizioni meteo basta una cazzata e succede il disastro, a prua lo scafo alzava due baffi che sembrava un motoscafo, nella concitazione del momento sento il timoniere dare l’ordine al resto dell’equipaggio, compresi quelli delle volanti di andarsi a mettere ai piedi dell’albero..dell’albero? Pensai… con questa andatura e soprattutto con questo vento dovremmo spostare tutti i pesi a poppa non a prua… e stare molto attenti alle volanti….non feci in tempo a dire nulla, la scotta diventò improvvisamente molla e vidi l’albero che si spaccava in due, urlai: Cade, cade….. il troncone superiore cadde fortunatamente fuori bordo e non colpì nessuno nonostante ci fossero gli altri proprio li sotto, rimase attacato al moncone inferiore e la barca si fermò di colpo, ci guardammo tutti in faccia come a dire : e mo’….., Il troncone s’era trascinato in acqua lo spy e mezza randa, ma rimaneva attaccato all’altro perché al suo interno corrono le drizze e cavi elettrici, la barca era ingovernabile. Fortunatamente eravamo appena partiti e fummo subito raggiunnti dai gommoni del comitato, dei carabineri per darci assitenza, fummo costretti a tagliare le sartie e tutto quello che legavano i due pezzi dell’albero, ci volle una buona mezzora di lavoro, alla fine abbandonammo il pezzo d’albero con tutto quello che c’era attaccato in mare. Fortunatamente non si fece male nessuno, ma rischiammo veramente tanto, fu una terribile esperienza e divenne il triste epilogo di una esperienza che mi aveva dato fino ad allora tante cose belle.
Cippa Lippa fu rimesso in ordine perfettamente ma fu venduto dopo poco, si era chiusa un'epoca.....


 

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